
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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simple in La differenza pi&ugr...
flores in Domande...di sabbiaS...
parolearruffate in Domande...di sabbiaS...
flores in Domande...di sabbiaS...
parolearruffate in Domande...di sabbiaS...
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Onora il padre e la madre
My Blueberry Nights
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Persepolis
Le vite degli altri
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Mi vuoi come sono
e mi vuoi anche cambiare.
Bene.
Però abbi un po' di pazienza, allora.
Non mi trascinare nelle tue incertezze,
dammi la mano per accompagnarmi
però sappi armonizzare il tuo passo
con il mio.
Malinconia
Mi vuoi come sono, e mi vuoi anche cambiare.
Bene.
Però abbi quanto meno un po' di pazienza.
Non mi trascinare a forza nelle tue incertezze. Accompagnami,
va bene.
Ma tienimi la mano, e se vado piano, sappi misurare il tuo passo
con il mio.
La differenza più grande
è che una lettera di carta la stringi fra le mani, la bagni di lacrime, la puoi baciare, te la porti al cuore.
Te la nascondi nei luoghi più segreti, l'annusi cercando di ritrovarci l'odore di quella persona, di colei, o colui che te l'ha scritta. Ci sputi sopra, la strappi, la rincolli, la rivolti, ci dormi, te la metti sotto il cuscino. Te la guardi e la riguardi mille volte, ci sospiri accanto, te la porti in giro.
Immaginatevi uno che lo fa con un Pc.
Cristo, al computer è sempre lo stesso gesto, per ogni senso e per ogni sensazione.
C'è qualcosa che proprio non va, no.
Ritrovi un'amica cara, ti scrive, ti scoppia il cuore dalla felicità, e tu che fai? Non puoi mica abbracciare il monitor.
Rivoglio le emozioni di carta.
Pazzo il mondo
Se devo vivere sarà di crepacuore
(Pacifico - P. Magoni - F. Spinetti)
No
Non basta un WWW qualunque, a farle ritornare.
Domande...di sabbia
Si può reagire in tanti modi a una tragedia come questa: si piange, ci si addolora, tante persone pregano, altre ammutoliscono, ringraziano la sorte per essere sopravvissuti. Guardano con angoscia le macerie, i cadaveri, pensano a chi c'era e ora non c'è più, si chiedono come essere d'aiuto.
C'è tutto questo, confusamente, in ognuno di noi. Adesso. E c'è tanta rabbia. Non potevamo farci niente? No, non è vero. "I terremoti non si possono prevedere", i leader istituzionali si sono sgolati a ripeterlo. Certo: non si può prevedere il momento preciso in cui un terremoto avverrà. La terra non ti avvisa con un SMS.
Ma erano sette mesi che a L'Aquila e dintorni la terra tremava, in continuazione. Cosa vuol dire questo? A me sorgono un mare di domande, un mare di inquietudini. Non si sarebbe potuto allestire un ospedale da campo preventivo? Perché in guerra ci vogliono 5 minuti, per montarne uno, e a L'Aquila c'hanno messo sei ore? Non si sarebbe potuto consultare qualche esperto in più, per capire se c'era pericolo effettivo, invece di denunciare l'unico che aveva dato un allarme preventivo per "procurato allarme"? Un procurato allarme è necessariamente una cosa negativa? Negativa per chi????? Perché l'acqua non arriva, e perché - mi ripeto - in una tendopoli militare non manca mai? Perché i palazzi più nuovi sono stati i primi a crollare? Come è possibile che un ospedale, la struttura cui si dovrebbe ricorrere in momenti come questi, sia il primo edificio che crolla e che deve essere evacuato?
E la gente...la gente...la nostra gente, quella che ha fatto sì che i morti, probabilmente, non fossero migliaia, perché si è tirata su con le sue stesse mani. Il vicino che ha salvato il vicino, gli amici che hanno protetto gli amici, le madri che hanno fatto scudo ai bimbi....la gente, perché non ha preteso di essere protetta da questi lorsignori sprezzanti della vita? Perché non ha preteso sistemi di prevenzione? Perché non si è autodifesa, la gente? Per fatalismo, abitudine, ignoranza, per presunzione...domande, domande. Domande. Inquietudini.
Coltiviamo le nostre qualità
non le nostre particolarità.
(Goethe)
Dedicato a una donna di grandissime qualità.
Tanti auguri,
F.
Potenza dei tempi
"Per un certo tempo mi sono chiesto, come sarebbe stato se fossimo andati oltre".
Come sarebbe stato. A 5 anni e mezzo di distanza dall'ultima volta che ho sentito la sua voce. A 10 anni dalle carezze sfiorate, dagli sguardi delicati, dalle telefonate a crepapelle.
A 5 anni e mezzo, 2 figli, 700 chilometri di distanza.
Come sarebbe stato. Ci pensa. Ci penso.
Non l'avrei mai saputo.
(Oltre. Oltre cosa? Oltre quel muro d'aria, così impalpabile e così fitto che non mi ha mai permesso di assaporare le tue labbra)
Mestizia
Non c'è niente di più mesto di irrisolti che vengono a galla, e tu che sai, in cuor tuo, che le incomprensioni di una vita vissuta forzatamente insieme hanno creato una crosta talmente tanto dura che niente, neanche il più dolce degli elisir, potrà scioglierla. E anche se fosse, quest'elisir tu non ce l'hai.
Fratelli...non dovrebbe mai essere per caso.
Una casa aperta, come un abbraccio
Troppe, troppe cose ci sarebbero da raccontare, dopo tanti mesi di assenza da questo mio speciale e silente diario. Ma si possono riassumere in qualche film che ho visto, in qualche libro che ho letto, nelle pagine e nelle parole, nei visi, nelle melodie, nei giorni narrati di vite vissute per gli altri, di ricerche di bene universale, di viaggi profondi e immensi fino alle origini della storia della nostra specie, nei pensieri più luminosi di filosofi e filosofe della felicità, nei colori, nel vento, nelle nebbie di una comunità che umilmente, a bassa voce sta scrivendo pagine di una storia diversa.
Voglio soltanto segnalare alcune cose, per chi casualmente capitasse da queste parti in cerca di consigli su come passare una serata, su un film da guardare, su un libro da leggere.
Guardate, soffrite, agitatevi di fronte a Changeling di Clint Eastwood. Un capolavoro che mostra una volta di più, se mai ce ne fosse stato bisogno, perché stare dalla parte delle donne, e perché, se davvero si ama la vita, se si hanno a cuore i bambini, è necessario lottare per affermare la priorità delle donne, il prius femminile che è di tutti, anche del genere secondo; lottate, scaldatevi, scalpitate insieme a noi donne, insieme agli Angeli d'Acciaio e alla grandissima Hillary Swank.
E se vi chiedete che cos'è che fa di un uomo un uomo, chiedetelo a Robinson Crusoe, trascorrete con lui 30 anni su un'isola deserta, e scoprirete perché non possiamo fare a meno, sempre, in ogni caso, di essere umani.
Se pensate che si possa vivere in modo diverso, provate a ispirarvi agli Epicurei, a Diogene di Enoanda, scatenato writer ottantenne che lasciava scritto sui muri che "unica patria di tutti è tutta la Terra, ed il mondo è l'unica casa", 1800 anni fa.
Tanto, tantissimo altro ancora ho letto, visto, scritto, pensato, vissuto in questi due mesi e mezzo di vita in cui sto scoprendo di me cose che non avevo mai saputo prima, assaporando il piacere di ciò che già conoscevo e che sboccia sotto nuova luce.
Spero davvero che alcuni, alcune di voi possano venire a trovarmi. Non sto partecipando più a nessuna iniziativa, a nessuna ciarla traduttoria, mi sento vicina a chi fra tutti coloro che frequentavano questo blog ho avuto il piacere di riconoscere come amica, come amico, come simpatica conoscenza. Ma per il momento, c'è qualcosa che viene molto prima, e voi lo sapete, almeno chi di voi mi vuole più bene.
A presto