
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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La traduzione è
Il vestito appena tagliato che riposa sul manichino di un sarto.
Sono le rifiniture di una scultura.
E' la luce di un quadro restaurato.
Il traduttore non è un artista, è un artigiano della parola.
L'artista crea, l'artigiano aggiusta. Ma a volte, lo fa così bene, da rendere l'oggetto del suo lavoro ancora migliore.
Se fossimo nel Rinascimento, forse potremmo considerarci anche artisti.
Michelangioleschi scultori della lingua. Nessuna vena del polso, nessun incavo dello zigomo, può sfuggire al nostro cesello.
Dobbiamo saper rappresentare la realtà fedelmente, e poco importa se questa realtà ci appare al contrario traditrice. Il nostro testo è la realtà, e per quanto ingannevole appaia, continueremo ad esserle leali servitori.
E questa è la nostra dote, e la nostra maledizione.
Non potremo sbagliare mai.
All'artista non si chiede di essere sempre preciso. Ma all'artigiano, sì.
All'artista non si chiede di essere sempre perfetto. All'artigiano, sì.
All'artista l'errore si perdona. All'artigiano, no. Perchè il suo lavoro consiste nel far sparire gli errori.
L'artista è creativo, geniale, eclettico, l'artista è un pioniere, uno che guarda avanti, uno che cerca linguaggi universali, uno che parla al mondo.
L'artigiano è preciso, rispettoso, meticoloso, concentrato. L'artigiano non guarda avanti, guarda a fondo. Non è creativo, è meticoloso. Non cerca linguaggi universali, perchè il suo mondo è solo l'oggetto che ha di fronte, quell'oggetto che ha bisogno di lui. L'artigiano è paziente, è metodico. L'artista grandioso può anche creare una volta sola nella vita, ed essere artista. L'artigiano deve ricongiungersi ogni giorno con gli strumenti del suo lavoro. Se non lo fa, non è un vero artigiano.
L'artista rappresenta, pur involontariamente, l'universale dei sentimenti umani. L'artigiano coltiva la pazienza dell'amore, o della sopportazione, per quell'unico oggetto che in quel momento è lì davanti a lui.
L'artista si espone. L'artigiano si sacrifica.
L'artista e l'artigiano, a mio modo di vedere, difficilmente oggi possono riassumersi nella stessa persona. Difficilmente, perchè l'arte contemporanea, di qualsiasi arte parliamo, è grossolana, minimalista. E' un'arte che abbozza, che cerca l'essenza nella mancanza di forma. E a meno di dare vita ad un nuovo Rinascimento, non si può essere artisti dell'essenza, e artigiani della forma.
Quindi, che cosa fanno i superbi come me, che pur sapendo di non essere né l'uno né l'altro, ambiscono a divenire entrambi? Non c'è un cacchio da fare...danno vita a un nuovo Rinascimento!!!
Oh oh...già sento gli Spprrr, i Fiuuh, i Buuuh....e gli Aòòòòò....piovere da ogni angolo. Per quanto mi riguarda, visto che conosco tutti i miei difetti (anche se sarebbe sempre prudente nasconderli, ma non ce la posso fare) e so quanto lontana io sia dalla meticolosità dell'artigiano, oltre che dall'indispensabile cultura dell'artista, penso che ci sarà da lavorare almeno per le prossime tre vite. Almeno!!
La parola del giorno è
Una riflessione sulla città in cui ho vissuto per tanti, troppi anni...
Forse basterebbe la canzone di Guccini a spiegare definitivamente Bologna. Bologna "la grassa e inumana", "capace d'amore, capace di morte".
O forse no: forse occorre incunearsi nei suoi portici, nelle sue vie strettissime, nei suoi labirinti. Forse occorre succhiare le sue strade, la sua gente, tagliarsi della sua spietatezza, ferirsi della sua violenza, e poi guarirsi del suo disperato attaccamento alla vita. E forse neanche questo basta: forse Bologna è così, inafferrabile, indefinibile. Ci si può solo vivere, affidarle la propria vita ineluttabilmente. Pensavate che Bologna fosse tutta lazzi e divertimenti? Vi hanno raccontato un vecchio film. Pensavate fosse una città giovane e spensierata, dove ragazzi e ragazze si incontrano e fanno all'amore, si divertono, ridono, ballano, suonano? No, ragazzi. Quella era forse la Bologna di tanti anni fa. Forse. O forse quella Bologna, non è mai esistita, ne è esistito solo il racconto. Di giovani studenti troppo presto simili a vecchi emigranti, che tornando al paese narrano di meraviglie e ricchezze, per nascondere in verità, il buio dentro al proprio cuore. Bologna è così: la città meno spensierata che conosca. La città più difficile e straziante, ma anche per questo, così morbosamente viva, che si può pensare oggi nella nostra penisola. Osservate il cerchio che dalle due torri si dipana fino a Porta S. Donato, lungo via S. Vitale, Strada Maggiore, osservate l'inquietante quiete di Via Castiglione. Osservate, e subito vi sentirete osservati. I muri di Bologna vi guardano. I muri di Bologna parlano. Con le pallottole incastonate, le dosi di droga custodite, le biciclette su di un fianco abbandonate.
Parlo di oggi, si. Di Bologna com'è nel 2000, di Bologna la buia, quella che bene raccontano i film e i romanzi noir del nostro tempo. Di Bologna crudele, quella cattiva di via Rizzoli, quella tossica di Via Zamboni, quella ansiosa di Piazza Maggiore. Bologna di via del Pratello, di Piazza S. Francesco, Bologna di Villa Spada, Bologna di Casalecchio. Bologna dei giovani che buttano via la loro innocenza, che crescono dentro ai rave, che parlano senza volersi più capire. Bologna col coltello, con gli stupri, con gli assassini per amore.
Bologna, città dell'amore venduto, lungo i viali fuligginosi, città dell'amore strappato, con la paura e la morte. Città dell'amore sognato. Città delle canzoni d'amore, delle sirene incantatrici. Bologna del piacere accarezzato e poi fuggito, delle promesse scappate col primo treno. Bologna della sua stazione, dei crocevia, degli incontri furtivi fra una signora in pelliccia e un pankabbestia col cane. Suo figlio.
Bologna è questa, al suo centro. Ma Bologna è anche le sue periferie. Quelle degli immigrati che non trovano pace. Quella degli studenti, silenziosi consumatori del suo sapere e del suo vivere, insignificanti cittadini che non hanno diritto a parlare, perchè non hanno diritto a votare.
Bologna delle insuperabili biblioteche: dei libri preziosi, del sapere misterioso…Bologna che ti mette la conoscenza sul palmo della mano, e ti dice ora va'…diffondila, trasportala. Falla vivere, ma fuori di qui. Bologna che ti fa studiare, che ti fa pensare. Bologna e l'accademia, Bologna e i dottori, Bologna e le sue borse, i suoi documenti segreti. E un ragazzo che affannosamente insegue il suo maestro.
Bologna è un fitto mistero…non si fa vedere, si protegge. Salite sulla Torre, guardatela dall'alto. La vedrete coprirsi di un rosso mantello. Bologna è forse, più veritieramente, i suoi tombini, le sue fogne. Quella dove due giovani disgraziati, ascoltando una radio libera, scoprono la vita. Bologna è inevitabilmente il fumo di una canna. Quel fumo denso che ti riempie i polmoni, e ti annebbia la vista. E ti fa scambiare gli amici per nemici, e i nemici per amici. Il riso per il dolore, le lacrime per la gioia.
Bologna è questo, per me. Una città che non si può odiare, e una città che non si può amare. Troppo pericolosa per volerle davvero bene. Troppo ricca e profonda, per non volere in qualche modo possederla.
Dovunque voi andiate, qualsiasi cosa ci facciate, vi auguro di viverla intensamente. D'altra parte, Bologna non si lascia vivere che così.
Jean....mi dispiace che ci sei andato di mezzo
Hanno beccato te, in mezzo alla folla....chissà cos'era che ti ha spaventato. Chissà per chi hai scambiato i poliziotti....chissà se correvi scappando da terroristi. E di fatto, questo sono loro. Terroristi, come gli altri. Gente che sta lì per spaventarci, non certo per rassicurarci. Caro Jean, sei morto anche tu, sacrificato in questa guerra che vede sparire centinaia di persone ogni giorno, nel silenzio e nell'indifferenza. Solo per caso abbiamo scoperto il tuo nome. Abbiamo saputo che venivi da lontano, da tanto lontano...che facevi l'elettricista, come il ragazzo di Catania faceva il magazziniere. Jean non ti conoscevo, ma ti volevo salutare. Perchè sei morto anche tu per la paura, così come tutti noi ogni giorno muoriamo un poco di paura. Ad ogni pausa della corsa di un treno, ad ogni fermata di una metro. Ad ogni pensiero e ad ogni stretta al cuore che prova a non cedere al panico di oscuri presagi futuri. Stiamo morendo tutti un po'...stiamo lanciando verso l'alto, verso la punta della piramide, le redini della nostra vita.
Piccoli insegnamenti da questo venerdì....
- Le serpi sul lavoro sono la normalità, non l'eccezione
- Quelle che vedi non sono le cose: quello che vedi sul volto delle persone sono l'effetto delle cose fra l' "ancora non lo sai" e il "si beh adesso lo sai".
- Il grande fratello ti osserva, e si chiede come tu potresti danneggiarlo.
- Il grande fratello ti osserva, si chiede come tu potresti danneggiarlo e mette in atto misure preventive prima ancora che tu possa danneggiarlo, danneggiandoti.
- Il grande fratello o mostro che dir si voglia, come negli X-men, può assumere anche sembianze di giovane donna con gli occhi azzurri e sorriso amichevole.
- La bocca chiusa non basta: ci vogliono anche gli occhi aperti.
- La bocca chiusa e gli occhi aperti non bastano: ci vuole pure un gozzo grande così per ingoiare senza ribellarsi.
- Il lavoro non è mai un diritto, è sempre un'elemosina.
- Se il lavoro che fai ti fa schifo, non hai neanche tutta quest'accortezza nel tenertelo stretto: sempre meglio cercare un lavoro che ti piace, che ti interessa, per cui vale la pena ingoiare i rospi. L'interesse non è solo una questione di soldi, ma pure di passione.
- L'ultimo punto vale solo quando non hai la preoccupazione di mangiare la mattina dopo: se questa preoccupazione non ce l'hai, o se come me ti illudi di poter vivere di aria, la proporzione fra il "mi piace-mi serve" pende considerevolmente a favore della prima opzione.
E se il lavoro che ti piace non si trova? Qui sono ragni amari....amico, siamo sulla stessa barca, è proprio il mio stesso problema.
Si chiude una porta, si apre un portone....
Questo è stato il messaggio che mi è arrivato sul telefonino da mio padre, nel momento esatto in cui mi lasciavo dietro le spalle la porta del mio ex-nuovo lavoro, e spalancavo il portone verso la vita....
Eh già, io che mi preoccupavo per le ferie ora ne avrò a volontà...visto che 'sti gonzi al lavoro non mi hanno voluto confermare....la Responsabile di Segreteria, leggasi una ragazza di 26 anni che lavora lì da 3 mesi ma evidentemente ha già capito che non c'era niente di meglio da fare che segnare subito il territorio, per capirci la stessa che risponde "Si dottore, Certo dottore, Subito dottore", ha capito forse che farmi mettere i piedi in testa non è il mio forte e ha pensato bene di potare il problema ancora prima che mettesse radici...e così ora sono DISOCCUPATA!
Ma qualcosa non torna...una da disoccupata dovrebbe essere triste, preoccupata, depressa, dovrei avercela con me stessa perchè non ho chinato bene la testa...perchè ho fatto capire troppo presto come la pensavo...e invece...
COM'E' CHE MI SENTO COSI'.....LIBERA??????
Sono stata formichina quest'anno, dunque qualche soldino da parte ce l'ho...quanto basta per passare Agosto a riposo, dedicarmi allo studio e pensare alla strategia per quest'autunno...ho già capito che è il caso di evitare dottori e dottorini, per quanto sarà possibile. Ed anche che tuffarmi mente e cuore nella traduzione e nella scrittura, in ciò che mi piace, in ciò che so fare, è l'unica alternativa....è ciò a cui naturalmente sono portata.
Mi viene in mente solo questo. Anzi no...mi viene in mente anche che il mondo non è un "volemose bbene" come certe volte me lo vivo io.
Per tutti i mari del sud, come sono inca***************************************ta!!!!!
Siccome il dottore ha problemi, veleggia in queste acque agitate la minacciosa ipotesi che le ferie di tutti se ne vadano a gambe all'aria.
Ora voglio dire, io sono tre anni che non faccio le ferie..............................e qui appena arrivata, tutti "ah, tranquilla, l'azienda chiude, il dottore se ne va un mese a Barbados, Miami, ecc.
E io, miserrima, che dico chissenefrega di Barbados, l'importante è respirare aria di mare per una settimana...cioè non mi sembra di pretendere tanto!
E invece no, siccome "il dottore ha problemi in produzione", tutti abbiamo problemi. Si si....
Sto talmente imbestialita che potrei sfoderare una spada e infilzare uno ad uno tutti i miliardari di merda che mi girano attorno. Occhio.......................................................
E se invece fossi un personaggio storico, sarei...
Francis Drake!
"Non tutti sanno che, se
Vespucci fu il primo a tentare il giro del
mondo, Francis Drake fu il primo a compierlo
completamente e a tornare per raccontarlo. Per
alcuni pirata, per altri eroe, il suo spirito
e' affine al tuo per l'amore verso l'avventura.
Sei attratto dalla prospettiva di vedere nuove
cose e fare nuove esperienze. Sei curioso e
aperto mentalmente, ma devi tenere a mente che
coraggio e avventatezza sono cose ben diverse. "
E tu a chi assomigli?
brought to you by Quizilla
Finalmente ho sfanculato le Ferrovie, e da ieri lavoro dal Dottore....
Il Dottore è un tipo basso e zoppo.
Il Dottore ha una moglie, la Dottoressa. Il dottore e la dottoressa hanno in tutto 4 segretarie. Io sono la Segretaria 3.
Il Dottore è un tipo all'antica. Gli piace essere accompagnato quando entra nello studio....per avere un'idea dello studio del Dottore, provate a immaginare come poteva essere, che so, quello di Camillo Benso conte di Cavour.
Il Dottore non scrive sul pc, non ha il cellulare, ma ha l'autista con cellulare, detta lettere importanti, prende un sacco di miliardi... e il dottore vuole le segretarie a sua immagine e somiglianza. All'antica, dunque. Dunque qui non si usa Outlook (capito, non dico...Dreamweaver, o Blackberry....dico Outlook), ma la buona vecchia agendona di carta dove si segnano tutte le cose a penna.....
Le segretarie usano dire "Si, dottore" e "Prego, dottore"...e quando il Dottore dice "Ma insomma, si sbrighi!", rispondono "Subito dottore".....
La Segretaria 1 ha appena prenotato al Dottore e alla Dottoressa le vacanze a Miami, le suite da 3000 $ a notte, le limousine a 8 posti per il tragitto dalla suite all'aeroporto. La segretaria 3 invece...la segretaria 3....
.....MA NON ERA MEGLIO SE RESTAVA DOVE STAVA a PASSARE LE CARTE AI FERROVIERI D'ALTO BORDO?!?!!?!?
No, non era meglio....perchè fanculo pure il Dottore, io nel tugurio ci passerò solo 5 ore, e per il resto....via a studiare, tradurre, scrivere, tradurre, studiare....VIVERE!!
E pazienza se sono una proletaria dell'arte....senza lotta non c'è vittoria! 
Poor people gonna rise up
and get their share
Poor people gonna rise up
and take what's theirs....
Don't you Know
Talkin' about a Revolution-tion!
In realtà il mio poeta è lui....
| TÁCTICA Y ESTRATEGIA |
TATTICA E STRATEGIA |
|
Mi táctica es mi táctica es mi táctica es mi táctica es mi estrategia es mi estrategia es |
La mia tattica è |
Amorevolmente incalzata da lei, ho osato affiancare una mia indegna traduzione alle meravigliose parole del poeta, a solo uso dei non ispanofoni.
Grande Mario, chiedo perdono per la presunzione!