
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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Nonostante mi sia sentita sempre piuttosto outsider, ci sono alcune, poche cose, che mi danno profondamente il senso di appartenere alla mia generazione.
E fra queste poche cose, inevitabilmente, loro...
Disarm you with a smile
And cut you like you want me to
Cut that little child
Inside of me and such a part of you
Ooh, the years burn
I used to be a little boy
So old in my shoes
And what I choose is my choice
What’s a boy supposed to do?
The killer in me is the killer in you
My love
I send this smile over to you
Disarm you with a smile
And leave you like they left me here
To wither in denial
The bitterness of one who’s left alone
Ooh, the years burn
Ooh, the years burn, burn, burn
I used to be a little boy
So old in my shoes
And what I choose is my voice
What’s a boy supposed to do?
The killer in me is the killer in you
My love
I send this smile over to you
The killer in me is the killer in you
Send this smile over to you
The killer in me is the killer in you
Send this smile over to you
The killer in me is the killer in you
Send this smile over to you
(Smashing Pumpkins, Siamese Dream, 1993)
Sarà una pila di libri che MI seppellirà...
Non sotto il peso della cultura, bensì dell'ignoranza, di tutti i libri che sto lasciando decantare sul comodino per troppo tempo e che presto mi manderanno rovinose avvisaglie di sé.
Proviamo a ricapitolare un attimo. In lista d'attesa abbiamo:
John Fante, Chiedi alla polvere...appunto, povero John, chiedi alla polvere che ti sovrasta perchè non mi hai catturato...non è colpa tua, è che in quel preciso momento avevo bisogno di leggere altro...altro che mi trascinasse in mondi lontani e avventurosi e non nella storia di un aspirante scrittore incapace di vivere...troppo simile alla mia, capisci, ma non temere, tornerò a trovarti presto.
Yousef Wakkas, La talpa nel soffitto: racconti metropolitani...Yousef Wakkas è uno scrittore di davvero grande talento. Ho avuto il piacere e l'onore di leggere i suoi racconti mentre preparavo la tesi di laurea, che lo ha riguardato in gran parte trattando dei benedetti "migrant writers" [...] o "scrittori migranti" [...-...] o come ancora si chiamano non si sa [è forse non è necessario saperlo, digo yo]. Per questo quando quel giovane senegalese sulla spiaggia mi ha fatto vedere la sua manciata di libri delle famose Edizioni dell'Arco che presuntuosamente credevo di aver letto ormai tutti, è stato un vero piacere scovare questo suo ultimo volume di racconti. Tuttavia, sto procrastinando il piacere di leggerlo finché non avrò a disposizione almeno un paio di ore diurne soleggiate e serene.
To be continued....la pila è ancora bella alta, tanto che mi stanco persino a scriverne!
La culpa es de uno
.....
creo que tenés razón
la culpa es de uno cuando no enamora
y no de los pretextos
ni del tiempo
.....
ROMA, again
Tornata nella Ciudad Eterna dopo dieci giorni di disperate vacanze.
"Non c'è vero problema,
ad essere artigiani ed artisti basta che un pezzo del nostro cuore, umilmente, faccia da sgabello a quell'altro." Me l'ha detto lui, e così a occhio e croce, secondo me c'è da fidarsi.