
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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Gli italiani del futuro? Tutti bilingue!!
"Al fine di offrire agli studenti l'opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana è data facoltà, alle famiglie che ne facciano richiesta, di utilizzare, per l'apprendimento della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla seconda lingua comunitaria. Resta ferma la possibilità, per gli studenti, di avvalersi dell'insegnamento di una seconda lingua comunitaria nell'ambito delle attività ed insegnamenti facoltativi".
E chi poteva partorirla, secondo voi, questa trovata di geniale concezione?
Ragazzi...
si trasloca!
Facciamo un test, di quelli un po' scemi che si fanno ogni tanto...
Se doveste dire su due piedi la cosa che sopportate di meno, quella che vi manda in bestia, quella che tira fuori all'improvviso il peggio di voi, quale sarebbe?
Io stasera ho avuto la conferma definitiva che per me questa cosa è principalmente una:
Quando faccio una domanda, non sopporto di non ricevere risposta.
E quel che è peggio, la vorrei subito. Ora. Non posso aspettare.
Insomma sono una persona fondamentalmente impaziente, e non va bene affatto. L'impazienza, come dice la saggezza popolare, siede sempre coi piedi sui carboni ardenti; o se preferite, l'uomo impaziente agisce da stolto.
Stolta è una parola che in certe situazioni, mi definisce proprio bene
(Haram)Haiku che soffre
Scalpita e grida
il cuore che implode
lo stomaco stringe
Fenomenologia dell'abbandono
Io mi abbandono a te, che poi abbandoni me
E così è
(Inconsapevolmente ispirata da lui)
Piccoli editori da supportare
Qualche passeggero di Iriade avrà notato la formichina rossa che ha fatto capolino qui a fianco. E' un'idea nata dall'acume di Alberto Giorgi, brillante blogger appassionato di noir, e che mi fregio di essere fra le prime ad aver raccolto:
L'iniziativa si propone di dare una mano e una speranza alle piccole case editrici, e all'agonia che vivono a causa del crescente, inarrestabile concentramento di potere nelle mani di pochi editori italiani, che sempre più tendono a concentrarsi in gruppi centralizzati, soffocando in primo luogo l'anello più debole della catena: le librerie, ormai ridotte a sgangherate milizie di resistenza.
Sono di questi giorni, d'altra parte, gli annunci di nuove recenti concentrazioni editoriali che difficilmente porteranno del bene...(continua)
Banlieues
"Questo pallido fanciullo dei sobborghi di Parigi vive e si sviluppa, fiorisce e sfiorisce nel dolore, davanti alle realtà sociali e alle umane cose, testimonio pensoso. Crede d'essere spensierato; non lo è. Guarda, pronto a ridere; pronto anche a qualche altra cosa. Chiunque voi siate, che vi chiamate Pregiudizio, Abuso, Ignominia, Oppressione, Iniquità, Dispotismo, Ingiustizia, Fanatismo, Tirannia, guardatevi dal monello a bocca aperta.
Questo piccino crescerà.
Di quale argilla è formato? del primo fango che capita. Una manata di mota, un soffio, e ecco Adamo. Basta che passi un Dio. Un Dio è sempre passato sul monello. La fortuna lavora su questo esserino. Con la parola fortuna vogliamo un po' intendere l'avventura. Questo pigmeo impastato direttamente nella terra grossolana e ordinaria, ignorante, analfabeta, attonito, volgare, plebeo, diventerà uno ionico o un beota? Aspettate, currit rota,lo spirito di Parigi, il demone che crea i figli del caso e gli uomini del destino, al contrario del vasaio latino, della brocca fa un'anfora".
(Victor Hugo, I miserabili, 1862).
"Si può dire che pensare l'immigrazione significa pensare lo stato e che "lo stato pensa se stesso pensando l'immigrazione". Per quale motivo? Perchè l'immigrazione rappresenta il limite dello stato nazionale, quel limite che mostra ciò che esso è intrinsecamente, la sua verità fondamentale. Lo stato, per sua stessa natura, discrimina, e così si dota preventivamente di tutti i criteri appropriati, necessari per procedere alla discriminazione, senza la quale non esiste stato nazionale. [...] L'immigrazione o, in altri termini, la presenza in seno alla nazione di "non nazionali" (che sono più di semplici stranieri in rapporto alla nazione), perturba l'intero ordine nazionale, confonde la separazione o la linea di frontiera tra ciò che è nazionale e ciò che non lo è, perturba e confonde l'ordine fondato su questa separazione. Inoltre intacca l'integrità di tale ordine, la sua purezza o perfezione mitica e dunque il totale compimento della logica implicita in esso".
(Abdelmalek Sayad, La doppia assenza, 1999)