
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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Confessioni di una mente invidiosa....
Io invidio. Invidio.
Invidio le persone con le idee sempre chiare.
Quelli che non guardano mai una cartina al contrario. Quelli col destino tatuato sopra gli occhi.
Invidio quelli che non pensano mai di sbagliare.
Quelli che sanno vantarsi anche delle loro briciole.
Quelli che sanno con chiarezza ciò che sanno, possono e vogliono fare.
Quelli che il talento non devono neanche annaffiarlo.
Invidio quelli fatti di granito. Che non si guardano mai indietro.
Invidio chi non si scalda mai, chi non vive d'impulso, chi non si ficca nei guai.
Invidio chi non patisce mai l'invidia altrui.
Io invidio, sì. Lo dico.
Invidio chi, non come me, non disegna le montagne anche dove non ci sono, chi cerca strade e non per forza vene aurifere,
nè correnti oceaniche,
chi si sa accontentare, chi si fa poche domande.
Invidio chi cammina a testa dritta, mentre io non la so mai tenere ferma.
Invidio chi ha mille sicurezze, mille appoggi.
Invidio chi non fa parapendio coi propri sogni.
Little girl blue
Nell'anniversario della sua morte un po' tutti si ricordano di lei. E' vero che ci ha voltato presto le spalle. Ma ciò che conta è che sia nata, che sia vissuta. Il suo compleanno è oggi. Festeggiamola.
Sit there, hmm, count your fingers.
What else, what else is there to do ?
Oh and I know how you feel,
I know you feel that you’re through.
Oh wah wah ah sit there, hmm, count,
Ah, count your little fingers,
My unhappy oh little girl, little girl blue, yeah.
Oh sit there, oh count those raindrops
Oh, feel ’em falling down, oh honey all around you.
Honey don’t you know it’s time,
I feel it’s time,
Somebody told you ‘cause you got to know
That all you ever gonna have to count on
Or gonna wanna lean on
It’s gonna feel just like those raindrops do
When they’re falling down, honey, all around you.
Oh, I know you’re unhappy.
Oh sit there, ah go on, go on
And count your fingers.
I don’t know what else, what else
Honey have you got to do.
And I know how you feel,
And I know you ain’t got no reason to go on
And I know you feel that you must be through.
Oh honey, go on and sit right back down,
I want you to count, oh count your fingers,
Ah my unhappy, my unlucky
And my little, oh, girl blue.
I know you’re unhappy,
Ooh ah, honey I know,
Baby I know just how you feel.
Goodnight lady
Sciogliendo la musica a caso a caso cantare
Nel raccolto di un giorno un altro abbracciare
Una lunga sigaretta langue sorridendo
Silenzio tutto mio da assaporare
Labbra aperte senza vergogna
Il futuro cammina
Senza ansia o paura
Il tempo è tempo per ricominciare
Quiete piena dolce mia
Silenzio per pensare complice semplicità
Libera solitudine
Libera felicità
Canzone di stanotte
Per ogni fiore schizzato acerbo
I remember you well in the Chelsea Hotel,
you were talking so brave and so sweet,
giving me head on the unmade bed,
while the limousines wait in the street.
Those were the reasons and that was New York,
we were running for the money and the flesh.
And that was called love
for the workers in song
probably still is for those of them left.
Ah but you got away, didn't you babe,
you just turned your back on the crowd,
you got away, I never once heard you say,
I need you, I don't need you,
I need you, I don't need you
and all of that jiving around.
I remember you well in the Chelsea Hotel
you were famous, your heart was a legend.
You told me again
you preferred handsome men but for me
you would make an exception.
And clenching your fist for the ones like us
who are oppressed by the figures of beauty,
you fixed yourself, you said, "Well never mind,
we are ugly but we have the music."
And then you got away, didn't you babe...
I don't mean to suggest that I loved you the best,
I can't keep track of each fallen robin.
I remember you well in the Chelsea Hotel,
that's all,
I don't even think of you that often.
Per il ciclo:
Donne a cui vorrei somigliare.
Libri che vorrei avere scritto.
Libri che sono felice di non aver tradotto, perchè non avrei mai saputo farlo nel modo splendido in cui l'ha fatto lei.
Questo bambino si girerà, e mostrerà il suo volto...
E sarà un volto sorridente. Succederà. Sì, succederà.
Ho bisogno di lei....
Cioè di voi. Avete amiche, mamme, prozie, zie, cugine o vecchie professoresse cui piace giocare?
Sapete di donne famose in qualche modo legate al gioco?
Nella vostra vita vi hanno mai trascinato qualche volta in un casino, in una sala bingo o al videopoker e non vedevate l'ora di raccontarlo a qualcuno?
Nei vostri sogni più reconditi tirate da un bocchino di 50 metri e col tacco a spillo poggiato sul panno verde guardate un aitante croupier e sospirate "Rien ne va plus"??
Insomma, o donne di Iriade, o anche o uomini che sapete di donne, qualsiasi storia voi conosciate legata al gioco e che abbia a che fare con donne, raccontatemela qui direttamente oppure scrivetemi un'email, e io ve ne sarò grata da qui all'eternità....
Il terzo giorno del settimo anno....
Possiamo già tracciare i primi bilanci direi.
Ho riso in questi primi tre giorni dell'anno? Si, anche di pancia in qualche occasione. Ma non tantissimo...aspetto di reincontrarmi con i miei compagni di ballo per qualche bella risata di vero gusto...
Ho pianto? Si. Come avviene da un po', le lacrime vengono a farmi compagnia nei momenti d'attesa. Sulla banchina della stazione, durante un viaggio in treno, sul tram, sull'autobus. Alle lacrime, forse, piace farmi da compagne di viaggio.
Ho lavorato? Si. Ho avviato l'anno lavorando. Intendo in senso creativo. E questo è bello.
Ho viaggiato nei primi giorni dell'anno?...direi che non ho quasi fatto altro....mi sarò già scarrozzata mille chilometri in tre giorni!!
Ho fatto l'amore? E sarei qua a scrivere sto' bilancio?????
Ho amato? Questo è un concetto diverso. Si, ho amato. Di cuore, amori inscalfibili e incrollabili per persone care da tanto, tanto tempo.
Ho sedotto? Più che sedotto, ho anti-sedotto direi. Cioè se mi piace uno, è la volta buona che a quello gli cresce il collo dove prima c'era la testa.
Ho letto? Ho iniziato l'anno terminando uno dei romanzi più belli che mi sia mai capitato di leggere. Intenso e meravigliosamente scritto (e tradotto), malinconico, poetico, struggente. Un capolavoro. Mi considero fortunata ad aver cominciato questo settimo anno con le parole di questo stupendo libro. E ve ne parlerò.
Ho mandato a'ffanculo qualcuno? Si. Il mio collega stamattina. Quello che c'ha il collo al posto della testa. Antisedurre per antisedurre, almeno mi tolgo qualche soddisfazione...
Ho sognato? La prima notte dell'anno ho fatto un sogno stranissimo. Ma la cosa ancora più strana è stata che la notte prima avevo sognato Berlusconi che predicava in una stazione....
Aggiungete pure domande a piacere, se vi va. E' bello farsi i bilanci a tre giorni dall'inizio dell'anno. Non solo perchè non c'è stato ancora il tempo di fare troppi danni...è che, non so bene com'è, ma i primi giorni dell'anno sono sempre i più lenti, quelli che senti vivere mentre li stai vivendo. Quelli in cui il tempo riassume finalmente la sua vera identità, la forma di un cerchio. Che si apre, e si chiude. Fra un po' inevitabilmente, ci riperderemo nella linearità accelerata delle nostre corse senza meta. Solo in avanti. E fra un anno esatto ci ritroveremo a contarlo, il tempo, tracciando altri bilanci pesanti o leggeri, fotografando stravolgimenti, rotture, creature e creazioni. Nuovi inizi e nuove fini. Amo questa parte dell'anno, perchè ogni giorno è ciclico come il tempo: finisce per riaprirsi ad un nuovo giorno. Con più silenzio, con meno traffico, con più pensiero.
Sono stata felice, in questi primi tre giorni del settimo anno? Felice, si. Felice come la vita quando sai di viverla.