
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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Ci sono
Giuro che ci sono e anche che vi voglio bene, ma qui è in corso una rivoluzione. A presto!!
Pensatemi vi prego
Sto per andare qui.
Quando torno vi spiego, nel frattempo un abrazo e a presto
Bizzarre quotidianità
Tutto qui procede apparentemente tranquillo, esattamente come un vulcano che aspetta di eruttare.
Al quarto piano del palazzo dove lavoro si è da poco insediato il fortino dell'Oc-ci-d-en-te fo-r-za di civ-iltà. Se avete voglia di conoscere i nostri vicini, andate sul loro sito (non metto il link perché non ho proprio voglia di farmi querelare o cose del genere, come ormai accade a ogni pié sospinto nella nostra civiltà liberale e democratica, per cui vi dico solo che dopo vuvuvu dovete aggiungere per-loc-ci-d-e-n-t-e punto it tuttattaccato) e leggete la lista dei promotori di questo...che è? Mica tanto chiaro... Con le colleghe stavamo giusto pensando di organizzare un bel comitato d'accoglienza offrendo filo interdentale legato alla porta dell'ascensore a cinque centimetri da terra, e pezzetti di gorgonzola marcescente che una di noi, infiltrata in una riunione con la scusa del benvenuto da buon vicinato (o una qualsiasi altra scusa, tipo "abbiamo finito il latte in polvere") provvederà a disseminare qua e là nell'ufficio dei vicini.
Da un po' di giorni a questa parte, nei bar di Roma tutti ossessivamente chiedono un marocchino. Non è un immigrato clandestino da scuoiare, pestare o ammazzare per un colpo accidentale a proprio piacimento, e visti gli andazzi, questa avrebbe già di che essere una buona notizia. Pare sia un tipo di caffé col cioccolato e qualche altra roba in mezzo. Bah. Neanche Roma si sottrae alle mode da provincia, a quanto pare. La differenza è che, viste le dimensioni della città, tutti possono vantarsi di esserne stati gli iniziatori senza tema di smentita. Per questo oggi, che col mio solito candore mi sono permessa di chiedere al barista "ma che è 'sto marocchino che tutti vogliono?", ho subito saputo che è stato inventato proprio lì. Sono sicura che se domani andassi in un altro bar e facessi la stessa domanda, mi direbbero che se lo sono inventato loro. Non c'è che dire, a Roma oltre al ponentino soffia spesso anche la Boria.
Nell'ultima settimana, più o meno da quando ho deciso che non mi interessa proprio più a fare la traduttrice full-time, mi hanno contattato almeno cinque agenzie nuove proponendomi lavori tutti molto interessanti. Ad ogni proposta ricevuta decido che troverò il tempo di occuparmene. Bene. Faccio la mia proposta di tariffa. Comincia lo spettacolo: ad esempio, 0,06 € a parola sono decisamente "fuori budget" per un'agenzia italiana che aveva 3500 parole da tradurre in un giorno e mezzo. Un'agenzia di Hong Kong che aveva un lavoro molto particolare da offrirmi, prima mi fa svenare per procurargli un miliardo di materiali dei miei lavori passati in tempo record perché "tutto dev'essere fatto entro due giorni e il cliente ha fretta di trovare la persona giusta", e ora che tocca a me aspettare, pare che la fretta del cliente sia passata. E via così. Ecco spiegato perché ho deciso di non fare più la traduttrice full time.
Non so voi, ma a me sembra solo che il caos dell'epoca in cui viviamo si rifletta sempre più in ogni aspetto della vita... e aggiungo che questo occidente da tutti così osannato inizia veramente, come ho detto oggi al caro Beghemot, a sembrarmi affetto da una pericolosa forma di demenza senile che intacca anche i suoi rivoli più lontani, anche quelli che non si trovano in occidente, geograficamente parlando, ma si sa, la geografia la fa la politica, e si sa, la politica è una prosecuzione della guerra con altri mezzi.