Pile
In questo blog è il caso di tornare a parlare di Libri. Che mi è venuto con la maiuscola, così, come si fa in tedesco con le parole importanti (credo, almeno, ma chiedo conferma alle nostre germaniste). Ispirata dalla coraggiosa Lise, ho deciso anch'io che era il caso di impilare e finalmente guardare in faccia tutti i libri che ho lasciato da mesi a decantare e impolverarsi sulla mia bellissima libreria.
La lista non è completa, ma è pressappoco questa:

Uhm, non si vede una mazza vero? Speriamo che serva almeno a farsi un'idea cromatica! Come potete capire da alcuni titoli che forse si intravedono, si va dai classicissimi ai classiconi ai classichetti. Insomma grandi nomi, tranne il primo della lista, quello più sotto, che ho comprato per affrontare un viaggio appenninico in autobus e invece è rimasto lì a ciondolare sullo scaffale pure lui.
Questo perché ci s'ha - in toscano, in onore alla splendida Chiara Da Vinci Jolie madre del Capoccia - da affrontare un'ignoranza endemica... tanti, troppi capitoli della storia della letteratura che mi sono ancora ignoti.
Leggere e studiare sono un piacere che riesco a concedermi troppo poco... ma c'è di buono che le ultime scelte sono state davvero con i fiocchi.
Mappe per amanti smarriti è ad esempio uno dei romanzi più belli che abbia letto in tutta la mia vita: tradotto splendidamente, emozionante e bello fin dalla copertina, sensuale e malinconico, sofferente di morte ma rivolto al futuro, disperato ma profondamente vitale. Il libro è candidato al Dublin Impac Literary Award 2006, insieme a Graceland tradotto in italiano da Laura Prandino e Isabella Zani (quattro mani di gran talento e simpatia!).
Ora c'è Nemico, amico, amante ad accompagnare le mie notti, a farmi scivolare verso il sonno non perché sia noioso (per quanto neanche troppo vivace) ma perché la stanchezza mi assale a botte tanto pesanti da essere incontrollabile (L'altra notte mi sono addormentata mentre mandavo un sms, ieri sera sono caduta impagliata sul tavolo che la cena non era ancora neanche finita...insomma non ho proprio tantissime energie). Questa raccolta di racconti ha come protagoniste donne, donne molto diverse l'una dall'altra, coraggiose e vive ma razionali - almeno finora - e lucide, molto lucide. Donne che vivono la morte, la malattia, l'abbandono e la sofferenza con una consapevolezza e una capacità d'azione che a volte risulta persino antipatica, per noi abituate al pianto e al melodramma per cultura; donne colpite da tonfi pesantissimi ma sordi, da schiaffi senza urla, donne che non versano una lacrima si rimboccano le maniche e tracciano il loro destino.
Per quel poco che conta (lo facessimo tutti, i traduttori guadagnerebbero altre cifre!!) il fatto che io stia leggendo questo libro è un caso di "scelta del traduttore", più che dell'autore o della storia. L'ho comprato perché sapevo che l'aveva tradotto Susanna Basso, che come ricorderete (miei fedeli lettori!!) a Urbino mi aveva semplicemente folgorata. Ma il titolo stesso del libro mi ha affascinato fin dall'inizio.
Dopo che l'avrò finito, sarebbe l'ora di affrontare un classicone: Platone, Shakespeare, Petronio, Rousseau... roba che scotta! Ma non vi nascondo un certo timore: ho paura che si rivelino letture inutili, perché stanca e poco concentrata come sono, non so quanto me le godrei e soprattutto non ne catturerei l'essenza fino in fondo. Insomma che sarebbe una lettura superficiale.
E se per darmi il colpo di grazia passassi direttamente al "tomone" e andassi a far conoscenza di William Thackeray?
Pillole di viaggio
Ho visto le rondini volare...è decisamente primavera.
Terni: una città che ha la sua simpatia. Ci sono più parrucchieri che bar, infatti le donne ternane vanno in giro per la città alle nove del mattino con lacche e acconciature fresche di giornata. Vi lascio immaginare come si senta a vederle una che l'altro giorno ha battuto il record di distanza letto-strada in 11 minuti...con una media giornaliera di 16 minuti....
Prezzo di una mela a Terni: 45 centesimi. 900 lire per una mela, una sola. A pensarci mi sale un po' di stress.
Prezzo di un cornetto alla stazione Termini: 1 euro. 1 euro!! Nel resto di Roma costano anche la metà: 50 centesimi, di solito 70 o 80. Ma la cameriera del bar, una ragazzona allegra e gentile, quando stamattina ha visto crollare le mie illusioni con soli 90 centesimi in mano mi ha concesso un amorevole sconto. A Roma queste cose le fanno. A Terni non lo so. A Bologna, manco per sogno. Farebbero finta di non vederti o ti direbbero "prendi quest'altra cosa" presentandoti un misero duplo o un pacchetto di noccioline.
Escursione termica Roma-Terni: minimo 7 gradi. Escursione termica Roma-tram-Terni: 15 gradi andata e ritorno. "Gli odori te li regalano", come ha detto la signora l'altro giorno sul 14. Ma io amo Roma con tutti gli odori, non c'è niente da fare. E amo quasi quasi persino il ragazzino con la suoneria di Rocky nel cellulare: coatto ma con sentimento.
A scuola di gerarchia

Come tutti coloro che sentono il bisogno di comunicare al mondo le proprie soddisfazioni, anch'io - in parte, in parte l'ho fatto per pura allegria - l'ho fatto lì sotto per tirarmi su dal generale senso di frustrazione che mi avvolge in questo periodo.
La redazione del giornale dove sto lavorando è un campo di battaglia e credo proprio che io sarò fra i primi a soccombere. I capi si disputano la leadership, o come ben dice la mia collega di sventure, "ci sono troppi galli nel pollaio". Ovviamente chi ne fa le spese sono le redattrici, specialmente se hanno la tripla sfiga di essere donne, giovani e anche alla mano. Alla mano nel senso che io - ahi la mia ingenuità - gli ho dato la mano, e questi si sono presi il braccio, la spalla e il torace. Ormai non passa giorno che non mi becco qualche insulto e qualche mortificazione tipo "Tanto se fai bene le cose è solo c-u-l-o", "Gli altri sono più bravi di te" eccetera.
In questi giorni ho qualche linea di febbre e ho deciso che terni-romaroma-terni non faceva proprio per me. Sto lavorando da casa con l'ausilio di messenger e apparati chattari vari. Questi gli stralci di alcuni messaggi che ho ricevuto l'altro giorno via Skype dal mio capo-non capo.
"Sei viva. Peggio per te"
"Allora scusa ma mi girano le palle. [BLA-BLA-BLA]. Chiaro? Sarà meglio che ti adegui".
E via insultando. Io sono una persona che incassa molto poco. Diciamo che scatto subito quando mi si attacca, e reagisco. Ma qui non so quanto mi conviene, punto 1. Non so quanto mi reggeranno i nervi, punto 2: perché una situazione tale si viene ad aggiungere a 4 ore di viaggio quotidiane per raggiungere e lasciare questo sereno posto di lavoro. Non so quali alternative ho, punto 3: perché è pur sempre vero che - almeno sulla carta, visto che sono in ritardo pure in quello - questi mi pagano, e altrove soldi non te ne danno. Insomma una situazione di merda, che si aggiunge pure al fatto che mi sento sola, che vorrei vivere circondata di amici e di amori e invece amori non se ne vedono e gli amici veri vivono tutti a minimo 150 chilometri di distanza. Quelli di casa, fosse anche solo per una questione di tempo, sono un po' meno veri e molto spesso ti fanno sentire un po' in secondo piano, diciamo così.
La mamma del capoccia è sempre la più bella. Specie nel giorno del suo compleanno!!!!
Tantissimi auguri e un fiore che secondo me, un po' ti somiglia
Baci ti voglio bene!!

I can get some... ta-ta-ta...satifaction...ta-ta-ta....Soddisfazioni venite a me
Ebbene sì, a volte fanno capolino anche quelle: gioie, soddisfazioni e momenti di felicità più intensa, più vissuta che ti danno il senso del mazzo quotidiano che ogni giorno ti fai.
Soddisfazione, quando ti candidi per un lavoro di traduzione bellissimo, su una grande lista, offerto da una delle persone che più stimi nel mondo dei traduttori. Quando fai un prezzo alto, più alto persino di quello che avrebbe fatto lui, e lo affidano proprio a te.
Quando per terminare questo lavoro, rimani in piedi fino alle due di notte, quando dopo aver completato tutto ritorni sulla stessa, prima frase per almeno un'ora e mezza, perché sai che è con quella che li conquisterai: e ti viene come la volevi tu.
Quando consegni il lavoro esausta e il giorno dopo, l'artista che doveva correggerlo - e di cui parlava il tuo lavoro - ti scrive della tua traduzione usando le parole "splendida" e "talento".
Sorpresa e soddisfazione, quando vai avanti da un mese e mezzo a scrivere su uno sgangheratissimo sito di giochi e scommesse, e tante volte ti chiedi "chi me lo fa fare": ma poi arriva uno bravo, ma bravo veramente e riprende un pezzo scritto da te, tutto intero, con tanto di tuo nome e cognome.
Gioia e allegria, quando dopo tempo immemorabile ti concedi un viaggio di tre giorni ed una nuova, sensibile e solare amica ti porta a conoscere una città molto più bella e interessante di quanto tu stessa immaginavi. Che ti ricorda l'amata Spagna, e ti fa sentire la bellezza dell'amore, dell'amicizia e della primavera.
