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Iriade di pensieri

Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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lunedì, 28 agosto 2006

«Tu sapessi che cosa è Roma!»

Questa frase di Pasolini è comparsa a un certo punto nel bel film che ho visto ieri, L'orchestra di Piazza Vittorio, che racconta la genesi di un esperimento musicale e umano bizzarro, e incredibilmente affascinante. Roma mi ha accolta così al mio ritorno dalle vacanze - ma sono poi state vere vacanze? Mi sento stanca come quando sono partita, più piena, più pensierosa - trascorse fra Chieti e Napoli, fra amiche di lunga data e nuove conoscenze amorose e amichevoli, conoscenze che guardano lontano.

Sono successe molte cose in questi giorni e raccontarle tutte è difficile, oltre che forse inadeguato. Sto bene e so che mi attende un anno molto interessante e impegnativo. Per questo forse, la mia più grande paura è di non avere abbastanza energia per un altro anno vissuto pericolosamente, come quello appena trascorso. Ma Roma mi aspetta, Roma è il mondo, è la scoperta di un universo intero. Roma è il mio viaggio più grande, più lungo e più ricco. Voglio viverla e succhiarla, imparando a dosarmi nella quotidianità, senza strafare, senza volere tutto, senza voler dare tutto. Chissà se ce la farò.

Continuo a pensare alla rivoluzione, beg....ho un'idea di rivoluzione tanto complessa e ricca che si può risolvere in un'unica immagine: la vita che cambia, che si trasforma in comune con gli altri, le scelte di bene che si plasmano poco alla volta e anche attraverso grandi cambi, grandi atti di coraggio. Quest'anno voglio osare con saggezza. E quest'anno, ragazzi, o meglio fra poco più di un mese, compio anche trent'anni....la vita cambia, e io cambio con lei.

Postato da: flores a 23:56 | link | commenti (9) |

venerdì, 25 agosto 2006

La democrazia cos'è? La dittatura della ragione vincente.

Cioè della più forte, cioè della più violenta.

Sono veramente sconcertata dal dibattito che sta nascendo intorno all'inserzione dell'Ucoii sulle stragi israeliane paragonate a quelle naziste. Ora leggo che la procura di Roma ha aperto un fascicolo per "istigazione all'odio razziale", e mi viene la pelle d'oca. Se critico Israele, usando anche paragoni forti, sto istigando dunque all'odio razziale?
Se dico che Israele fa schifo starei dunque dicendo che ogni singolo ebreo fa schifo e questo può fare di me un fuorilegge o un soggetto pericoloso o un potenziale sterminatore di ebrei? Mentre se dico che i palestinesi sono tutti terroristi o potenziali terroristi non ha lo stesso peso, vero, perché i palestinesi non hanno mai subito l'Olocausto? Israele ha forse il copyright dello sterminio dei popoli? La vogliamo chiamare pulizia etnica, allora, quella dei palestinesi? Va bene lo stesso.

Non so se ci rendiamo conto del pericolo di questo andazzo. La legge del più forte si afferma così: ad esempio, Berlusconi può permettersi di dire al Meeting di Comunione e Liberazione che vuole un' "Italia cattolica e agli italiani", e non sta istigando all'odio razziale, no. Ma l'Ucoii non può usare un paragone shock e controcorrente fra l'altro documentato e documentabile, perché istiga all'odio. L'odio lo possono istigare solo quelli che ne detengono il monopolio di gestione istituzionale, insomma.

Non ho niente di niente a che spartire con l'Ucoii, anzi. Ma anche secondo me Israele e il sionismo hanno un alto grado di ispirazione al nazismo. E se lo penso, devo poterlo dire e punto. Ma di che stupirsi in fondo, se persino a D'Alema - che è pacifista quanto io sono campionessa di apnea sotto i 700 metri - lo stavano stressando per aver detto neanche un'opinione, ma una verità: che Israele non aveva vinto la guerra. E per essere andato a braccetto con un deputato di un parlamento sovrano, ma ovviamente sovrano solo nella misura in cui gli è permesso di esserlo dal sovrano più forte.

La cosa è molto seria. Stiamo velocemente scivolando in una forma di totalitarismo mondiale che divide il mondo in buoni e cattivi a seconda che sostengano la ragione del più forte o del più debole. E ciò che è peggio è che forte e debole sono ben categorizzati in termini di etnia e di religione. Pochi cazzi. Questo è un totalitarismo di tipo nuovo, con un nome vecchio: democrazia. La democrazia che fa sì che tu renda conto di ciò che fai a chi ti vota. E chi ti vota, a volte, ti supera. Apprende bene. Ad esempio è decisamente interessante sapere che Olmert rischia il posto di lavoro dopo la guerra, e non per essere stato troppo crudele attaccando i civili: solo per aver perso. Per aver sacrificato vite - israeliane, ovvio - senza ottenere niente in cambio. La democrazia si fonda sul consenso.Se vuoi comandare su di loro, rendili come vuoi, plasmali a tua immagine e somiglianza. Stressagli il cervello finché non si convincano delle tue ragioni. Ti stupiranno. Gli Italiani sanno essere molto più delinquenti di chi li governa, ad esempio, hanno solo meno mezzi per dimostrarlo. Così Israele per il razzismo. La società israeliana è una società razzista, in grandissima parte. Come anche l'Italia. E allora che succede se vuoi dirlo e dire che lo pensi: che se dico che l'Italia fa schifo perché è razzista, da italiana, sono una venduta (A chi? Al nemico che da qualche parte c'è). Se lo dico come straniera, istigo all'odio (verso gli italiani, che si devono difendere dal nemico che da qualche parte c'è).  Ma ci rendiamo conto delle forme diaboliche che assume lo scontro di civiltà già bello che iniziato? C'è di che riflettere, di che inquietarsi, di che reagire. Al più presto. Urge la solidarietà, il coraggio, la rivoluzione.

Postato da: flores a 17:17 | link | commenti (10) |

mercoledì, 16 agosto 2006

Tutti attorno al dio Gufo

Un articolo alquanto significativo - soprattutto perché non è inventato - tratto da Peacereporter, e un consiglio a lui per un prossimo eventuale libro sui campeggi...



Il rito sacrificale del Grande GufoCosa ci fanno George Bush, Dick Cheney, Tony Blair, Bill Clinton, Colin Powell, Donald Rumsfeld, Karl Rove, Henry Kissinger, David Rockfeller, generali, grandi banchieri, presidenti di compagnie petrolifere e multinazionali, uomini di scienza e di cultura, nel cuore della notte, seduti sulle rive di un laghetto in una foresta nel nord della California, davanti a un gufo gigante di pietra ai piedi del quale un feticcio umano viene cremato in un rito sacrificale officiato da sacerdoti che indossano mantelli da druidi?

 
Luglio 1991: parla il cancelliere tedesco Helmut Schmidt




Una tradizione iniziata nel 1899.


Si trovano all'incontro estivo annuale del Bohemian Grove: il più antico ed elitario campeggio del pianeta, quest'anno alla 107esima edizione. Dal 1899, ogni seconda metà di luglio, i membri dell’antico Bohemian Club (Bc) – di cui hanno fatto parte tutti i presidenti degli Stati Uniti – si ritrovano per due settimane nei boschi di Monte Rio, nella contea californiana di Sonoma, 120 chilometri a nord di San Francisco. Il boschetto boemo (questo significa Bohemian Grove) è in realtà una foresta di altissimi abeti rossi secolari che ricopre oltre mille ettari, tutti di proprietà del club.
Al centro si trova il laghetto sulle cui sponde si svolge la cerimonia sacrificale notturna in onore del Grande Gufo e le adunanze in occasione dei “Discorsi sulla riva del lago”, in cui si parla di religione, filosofia, scienza, economia e politica . Quest’anno, l'intervento più seguito pare sia stato quello tenuto da Colin Powell.
Tutto intorno, nella foresta, sono sparsi una ventina di lussuosi “accampamenti” in cui sono sistemati gli illustri ospiti.
 
Luglio 1967: Reagan e Nixon al Bohemian GroveDecisioni segrete, tra strani riti e sesso. Attorno alla proprietà, centinaia di poliziotti tengono lontani i curiosi e i contestatori del Bohemian Grove Action Network che da 25 anni manifestano contro questo evento. Un evento che, secondo loro, serve per prendere in segreto decisioni politiche che poi condizionano il destino del mondo. Quest’anno pare si sia parlato molto di Iraq e Medio Oriente. E’ assodato che nell’estate del 1942 fu deciso qui l’avvio del “Progetto Manhattan” per la costruzione della bomba atomica. Ma gli oppositori al Bohemian Grove sostengono che questo evento, apparentemente bucolico, sia accompagnato da inquietanti rituali a sfondo satanico e sessuale. Altri, più prosaicamente, sostengono che gli ospiti del “campeggio” – solo uomini – abbaino a loro disposizione prostitute di alto bordo fatte arrivare appositamente sul posto.
Comunque stiano le cose, è già abbastanza inquietante il fatto che coloro i quali dovrebbero decidere le sorti del mondo, in un periodo di guerre e crisi internazionali, si diverta a celebrare riti sacrificali a gufi di pietra e a giocare alle giovani marmotte.  (Enrico Piovesana)

Postato da: flores a 12:49 | link | commenti (3) |

martedì, 15 agosto 2006

Hard to concentrate

Ferragosto di silenzio e lavoro.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder





Hustle, bustle and so much muscle
cells about to separate
and i find it hard to concentrate and

temporary this cash and carry
i'm stepping up to indicate
the time has come to deviate and

all i want is for you to be happy and
take this moment to make you my family and
finally you have found something perfect and
finally you have found

death defying this mess i'm buying
it's raining down with love and hate
and i find it hard to motivate and

estuary is blessed but scary your
heart's about to palpitate
and i'm not about to hesitate and

one to treasure the rest of your days here and
give you pleasure in so many ways dear and
finally you have found something perfect and
finally you have found......here we go

do you want me to show up for duty and
serve this woman and honor her beauty and
finally you have found something perfect and
finally you have found......yourself

with me....will you...agree...to take
this man...into your world
and now...we are as one

my lone ranger the heat exchanger
is living in this figure eight
and i'll do my best to recreate and

sweet precision and soft collision awww
hearts about to palpitate
and i find it hard to seperate and

all i want is for you to be happy and
take this woman and make you my family and
finally you have found someone perfect and
finally you have found...

all i want is for you to be happy and
take this woman and make you my family and
finally you have found someone perfect and
finally you have found...yourself


(Red Hot Chili Peppers, 2006)

Postato da: flores a 17:43 | link | commenti (1) |

lunedì, 14 agosto 2006

Mappe per amanti smarriti

Per Hina

cover_aslam





















Postato da: flores a 17:10 | link | commenti |
pagine

sabato, 05 agosto 2006

Metropolitanità

1. Lui e lei, nei viali alberati di una grande città.

Davanti a loro una coppia di stranieri sta discutendo animatamente, in una lingua sconosciuta. La discussione si fa sempre più accesa e a un certo punto degenera in una vera e propria lite ad alta voce, con grida da una parte e dall'altra.

Lei si gira verso di lui: "Sento il suono universale della famiglia!"

2. Un altro lui e un'altra lei alla fermata del taxi a Roma Termini.

La fila è lunga ma scorre velocemente. Dall'altra parte della transenna un barbone chiede monetine ai viaggiatori in attesa. E' molto cordiale e scherza con tutti, anche con lei che ovviamente non riesce a non dare confidenza a chiunque le rivolga  una semplice domanda. Il barbone è straniero ma parla molto bene l'italiano e fa domande... stuzzicanti.

- Secondo te cosa sono io, intelligente o intellettuale?
- Chi è Adriano Celentano, per te? Un cantante? Ah certo, e che mi dici di tutti i casini con Bruno Vespa?
- Hai una sigaretta? - Lei prima dice che crede di averle finite, poi controlla e gli dà l'ultima sigaretta del pacchetto - Ah, allora sei sincera con me!
- Dopo tante altre amenità, lui la guarda con fare divertito, in silenzio. Dopo un po' sorride e fa: "Però non sei brutta. Sei simpatica!"

Postato da: flores a 13:47 | link | commenti (5) |
roma

venerdì, 04 agosto 2006

Voglia di lavorare...

...salta nel computer e scriviti l'articolo da sola!!

Calura, sogni di vacanze, sonni interrotti da messaggi d'amore, sensualità e malinconia, nostalgia, momenti di presente con gli occhioni del passato. Affetto strozzato, un bacio non dato, un telefono muto, felicità che sale dal cuore come le note musicali....

Fantastica mattina d'agosto.

Postato da: flores a 13:19 | link | commenti |

giovedì, 03 agosto 2006

Rompiamo le catene...

Oggi ho proprio bisogno di sparare cavolate. Non me ne vogliate se mi dò a questi passatempi futili!

Parli ancora con la persona a cui hai dato il tuo primo bacio?
No. Ma se lo incontrassi per strada, lo saluterei… con un po’ d’imbarazzo.

Che musica sentivi quando facevi le elementari?
Cartoni animati giapponesi a manetta, i dischi stupidi che comprava mio padre tipo Rockfeller, Adriano Celentano (che piaceva sempre a mio padre), lo zazzerone biondo di Richard Clayderman, ma uno dei ricordi più ipnotici di quell’epoca forse è il Rondò Veneziano.

Sei triste in questo momento?

No, anzi sono più allegra del solito. Ma verso sera tipo proprio a quest’ora – le otto – mi prende una leggera malinconia. E allora mi metto a fare queste catene idiote…

La maggior parte degli amici che hai ora sono vecchi o nuovi?

Le mie più care amiche sono al mio fianco ormai da 15 anni. La mia più cara amica delle elementari non la vedo più, ma mi manca molto e la notte la sogno spessissimo. Qui a Roma ho tutte amicizie molto nuove. Non dimentico mai gli amici, e anche a distanza di decenni provo un affetto immutato, romanticamente legato alle esperienze vissute insieme tanto tempo fa. Ora però, ho una vita talmente incasinata che le nuove amicizie riesco a coltivarle con molta più difficoltà. Fra i lettori di questo blog ci sono almeno 3 o 4 persone cui vorrei poter dare molto più di quanto non riesca ora.

Possiedi mobili di Ikea?

Letto e libreria fra quelli più visibili, ma mi porto dietro anche un sacco di cianfrusaglie tipo scolapasta, tazze, presine...

Hai mai fatto qualcosa di vendicativo nei confronti di qualche collega?
No. Quando me ne sono andata da uno degli ultimi lavori ho fatto tié al mio capo. Ma gliel’ho fatto in faccia, quindi non lo considero vendicativo.

Sei mai stato in terapia?

No. Credo sia una di quelle cose che passerò tutta la vita a chiedermi come sarebbe, tipo come farsi una pera.

Hai mai giocato al gioco della bottiglia?
Si, ma non è mai servito a farmi conquistare i fidanzatini…forse di più il ballo della scopa.

Sei mai stato in campeggio?
L’ultima volta tre settimane fa.

Hai mai avuto una cotta per un amico di tuo fratello/sorella?

Una cotta no, ma alcuni amici di mio fratello li trovavo molto carini.

Sei mai stato in una spiaggia per nudisti?
No…ma non mi dice niente di che.

Hai mai mentito ai tuoi genitori?
Ho provato a non farlo, poi a un certo punto ho deciso di semplificarmi la vita.

Hai mai avuto un taglio di capelli così brutto da dover indossare il cappello per un mese di fila?

Il cappello no, ma di andare in giro sperando di non essere riconosciuta si…

Qual è l'ultima volta che hai dormito per più di 12 ore?

Cazzo, questa proprio non me la ricordo…drammatico.

Dov'eri il Capodanno del 2006?

A Rimini, con due delle mie migliori amiche,

Da dove hai preso l'idea per il tuo nickname?

Boh…se ti dico da un pezzetto d’anima suona troppo pomposo e autocelebrativo?

Hai mai pianto per la morte di una celebrità?
Forse qualche artista, De Andrè probabilmente.

Di che colore è la biancheria che hai addosso?
Blu notte.

Cos'hai fatto stamattina?
Sono stata a Torre Spaccata a fare interviste e farmi venire un gran mal di testa.

Cosa ha posto fine alle tue ultime amicizie?

Non è che abbia mai proprio messo fine a un'amicizia, ma sicuramente invidia e competitività sono due delle cose che mi fanno decidere di allontanarmi da alcune persone. Mentre l’amicizia con un ragazzo è recentemente finita perché lui, fidanzatosi, è sparito letteralmente dalla mia circolazione. Strano, vè?

Hai mai spiato qualcuno per cui avevi una cotta?

Si. Credo più di una volta, anche…

Qual è stato l'ultimo concerto a cui sei andato?
Possibile che sia stato quello dei Sigur Ros un anno fa? No, è tremendo...ti dico l’ultimo dove non sono andata pur avendo il biglietto? Depeche Mode….li mortacci de’ Terni….


Qual è stato l'ultimo programma che hai visto in Televisione?
Programma in che senso? Ieri ho visto uno stupidissimo thriller Tv americano che mi stava pure pigliando, poi è iniziata l’ora delle telefonate…

Cosa ti ferisce?

Molte cose, in verità. Sono ipersensibile. Mi feriscono la vigliaccheria, l’ipocrisia, gli abbandoni. Le ingiustizie. Troppe cose mi feriscono.

Prendi medicine?
Sono molto refrattaria. Ma ultimamente ho deciso di semplificarmi la vita pure su questo, e qualcosina, se non reggo, prendo. Tipo il Moment rosa….

Che maglietta hai addosso?
Una maglietta bianca che mi ha regalato la mia mamma.

Qual è il tuo negozio preferito?
Vorrei dirti qualcosa di molto intellettuale, ma a Roma in via Nazionale c’è un negozio di scarpe che si è rubato un pezzo del mio cuore.

Qualcuno che non vedi da un po' e che ti manca?
L’uomo che pensavo avrei amato per tutto il resto della mia vita.

Ti importa cosa pensano le persone di te?
Si. Ma poi nei fatti, non mi faccio condizionare molto da questo, e la cosa non è sempre positiva. Un mio amico direbbe che “non mi faccio restituire la coscienza di chi sono”.

Sei un esperto di computer?
Non direi proprio…ma mi considero una Mac user sfegatata anche se utilizzo il 5% delle possibilità di questo fantastico oggetto.

Che tipo di carne preferisci mangiare?

Arrosticini! Tutta la vita, da buona abruzzese e pecorara. Poi la carne di cavallo mi piace tanto.

Quale scarpa infili per prima?
Di primo acchito direi la sinistra.

Parlando di scarpe, ne hai mai tirato una a qualcuno?

Non credo. Una volta ho tirato un’arancia.

Hai dei cereali in casa?

Si. All Bran scaduti da almeno 7 mesi.

Hai mai molestato sessualmente qualcuno?
Molestato non credo…fatto avance esplicite, sì.

Sei mai stato molestato?
È un po’ che mi chiedo se da bambina qualcuno possa mai avere abusato di me. Ma non credo. È che sono molto esaurita.

Cosa ami fare nel tempo libero se rimani a casa?
La lavatrice. Con lo sputo di tempo che passo a casa, almeno è l’unico lavoro domestico che si fa con un bottoncino…

Postato da: flores a 20:38 | link | commenti (5) |

mercoledì, 02 agosto 2006

Un  articolo molto interessante


...tratto da  Peacereporter, agenzia di stampa molto ricca cui vi consiglio di attingere in questi giorni.


di Uri Avnery (fondatore di Gush Shalom, organizzazione indipendente del pacifismo israeliano)
 
Il vero scopo è cambiare il regime in Libano e installare un governo fantoccio.

Questo era lo scopo dell'invasione del Libano di Ariel Sharon, nel 1982. Fallì. Ma Sharon e i suoi allievi della leadership politica e militare non hanno mai davvero rinunciato.

Come nel 1982, anche l'operazione in corso è stata pianificata e viene portata avanti in pieno coordinamento con gli Stati Uniti.

Come allora, non c'è dubbio che sia coordinata con parte dell'élite libanese.

Questo è il punto principale. Il resto è clamore e propaganda.

Olmert con George W. BushAlla vigilia dell'invasione del 1982, il Segretario di Stato Alexander Haig disse ad Ariel Sharon che, prima di dare il via all'operazione, era necessario avere una “chiara provocazione”, che sarebbe stata tenuta per buona dal mondo.

La provocazione infatti ebbe luogo - proprio al momento giusto - quando il gruppo terroristico di Abu Nidal cercò di assassinare l'ambasciatore israeliano a Londra. Tutto ciò non aveva alcuna relazione con il Libano, e ancora meno con l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (nemica di Abu Nidal), ma servì allo scopo.

Questa volta, la necessaria provocazione è stata fornita dalla cattura dei due soldati israeliani da parte di Hizbollah. Tutti sanno che non possono essere liberati se non attraverso uno scambio di prigionieri. Ma l'enorme campagna militare, che era pronta a partire da mesi, è stata venduta al pubblico israeliano e internazionale come un'operazione di salvataggio.

(Curiosamente, la stessa identica cosa era avvenuta due settimane prima nella Striscia di Gaza. Hamas e e i suoi alleati hanno catturato un soldato, il che ha fornito la scusa per una massiccia operazione che era stata preparata da molto tempo, e il cui scopo è distruggere il governo palestinese).

Lo scopo dichiarato dell'operazione in Libano è di allontanare Hizbollah dal confine, affinchè sia per loro impossibile catturare altri soldati e lanciare razzi sulle città israeliane. Anche l'invasione della Striscia di Gaza è ufficialmente finalizzata a portare Ashkelon e Sderot fuori dalla portata dei razzi Qassam.

Questo ricorda l'"Operazione Pace per la Galilea”, nel 1982. Allora, si disse alla gente e alla Knesset (il Parlamento israeliano, ndt) che lo scopo della guerra era “allontanare i Katiuscia di 40 chilometri dal confine”.

Questa era una deliberata menzogna. Nel corso degli undici mesi precedenti alla guerra, attraverso il confine non era stato sparato un solo razzo Katiuscia (né un solo colpo). Fin dall'inizio, lo scopo dell'operazione era raggiungere Beirut e installarvi un dittatore collaborazionista. Com ho riferito più di una volta, lo stesso Sharon mi disse così nove mesi prima della guerra, e puntualmente lo pubblicai, con il suo consenso (ma non attribuendolo a lui).

miliziani di HezbollahNaturalmente, l'operazione in corso ha anche diversi scopi secondari, che non includono la liberazione dei prigionieri. Chiunque capisce che questo non si può ottenere con azioni militari. Ma probabimente è possibile distruggere una parte delle migliaia di missili che Hizbollah ha accumulato negli anni. A questo scopo, i comandanti dell'esercito sono pronti a mettere in pericolo gli abitanti delle città israeliane che sono esposte ai razzi. Credono che ne valga la pena, come in uno scambio di pedine a scacchi.

Un altro scopo secondario è riabilitare il “potere deterrente” dell'esercito. Questa è una parola in codice per la restaurazione dell'orgoglio ferito dell'esercito, duramente colpito dalle temerarie azioni militari di Hamas nel sud e Hizbollah al nord.

Ufficialmente, il governo israeliano chiede che il governo del Libano disarmi Hizbollah lo allontani dalla zona di confine.

Questo è chiaramente impossibile con l'attuale regime libanese, un delicato mosaico di comunità etnico-religiose. Il minimo shock può far crollare l'intera struttura e gettare lo Stato nell'anarchia totale - in particolare dopo che gli statunitensi sono riusciti a cacciare l'esercito siriano, l'unico elemento che per anni aveva garantito una qualche stabilità.

L'idea di installare un governo collaborazionista in Libano non è cosa nuova. Nel 1955, David Ben Gurion propose di prendere un “funzionario cristiano” e insediarlo come dittatore. Moshe Sharet dimostrò che questa idea si basava sulla completa ignoranza degli affari libanesi e la silurò. Ciò nonostante, 27 anni dopo Ariel Sharon ci riprovò. Bashir Gemayel fu infatti insediato come presidente, solo per essere assassinato poco tempo dopo. Suo fratello, Amin, gli sucedette e firmò un accordo di pace con Israele, ma fu cacciato dall'incarico. (Lo stesso fratello ora sostiene pubblicamente l'operazione israeliana).

La previsione adesso è che se le forze aeree israeliane riescono a far piovere colpi abbastanza pesanti sulla popolazione libanese – paralizzando porti e aereoporti, distruggendo le infrastrutture, bombardando i quartieri residenziali, interrompendo l'autostrada Beirut- Damasco eccetera – il popolo libanese si infurierà con Hizbollah e farà pressione sul governo libanese per soddisfare le richieste di Israele. Dal momento che l'attuale governo non può neanche sognare di fare una cosa del genere, verrà instaurata una dittatura, con il supporto di Israele.

Questa è la logica militare. Io ho i miei dubbi. Si può supporre che la maggior parte dei libanesi reagirà come farebbe chiunque altro al mondo: con furore e odio contro l'invasore. Così accadde nel 1982, quando gli sciiti del sud del Libano, fino ad allora docili come zerbini, si sollevarono contro gli occupanti israeliani e crearono Hizbollah, che è diventata la forza più potente del Paese. Se ora l'élite libanese viene assimilata ai collaboratori di Israele, sarà cancellata dalla faccia della terra. (Peraltro, i razzi Qassam e Katiuscia hanno fatto sì che la popolazione israeliana facesse pressione sul nostro governo per arrendersi? Piuttosto il contrario).

il Generale Dan HalutzLa politica statunitense è piena di contraddizioni. Il Presidente Bush vuole “cambi di regime” in Medio Oriente, ma l'attuale regime libanese è stato istituito solo di recente, sotto la pressione americana. Nel frattempo, Bush è riuscito solamente a fare a pezzi l'Iraq e scatenare una guerra civile. Potrebbe ottenere la stesso risultato in Libano, se non ferma in tempo l'esercito israeliano. Inoltre, un devastante attacco contro Hizbollah potrebbe far crescere la furia non solo in Iran, ma anche fra gli sciiti in Iraq, sul cui sostegno si fondano tutti i programmi di Bush per un regime filo-statunitense.

Dunque qual è la risposta? Non per caso, Hizbollah ha condotto il suo raid di rapimento dei soldati in un momento in cui i palestinesi hanno un gran bisogno di aiuto. La causa palestinese è popolare in tutto il mondo arabo. Mostrando che sono amici nel momento del bisogno, mentre gli altri arabi falliscono miseramente, Hizbollah spera di accrescere la sua popolarità. Se un accordo fra Israele e Palestina fosse già stato raggiunto, Hizbollah non sarebbe altro che un fenomeno libanese, irrilevante per la nostra situazione.

Ameno di tre mesi dal suo insediamento, il governo di Olmert e Peretz è riuscito a trascinare Israele in una guerra su due fronti, i cui obbiettivi sono irrealistici e i cui risultati non possono essere previsti.

Se Olmert spera di essere visto come Mister Macho-Macho, uno Sharon bis, rimarrà deluso. Lo stesso vale per i disperati sforzi di Peretz di essere preso sul serio come PP Mister Sicurezza. Chiunque capisce che questa campagna - sia a Gaza che in Libano - è stata pianificata dall'esercito e imposta dall'esercito. Chi prende decisioni in Israele, adesso, è Dan Halutz. Non è un caso che il lavoro in Libano sia stato affidato alle Forze aeree.

La gente non è entusiasta della guerra. Si è rassegnata, in uno stoico fatalismo, perchè è stato detto che non c'è alternativa. E infatti, chi può essere contrario? Chi è che non vuole liberare i “soldati rapiti”? Chi non vuole rimuovere i Katiuscia e riabilitare la deterrenza? Nessun politico osa criticare l'operazione (ad eccezione dei membri arabi della Knesset, ignorati dal pubblico ebraico). Sui media, i generali regnano incontrastati, e non solo quelli in uniforme. Non esiste praticamente ex generale che non sia stato invitato dai media a commentare, spiegare e giustificare, tutti con una voce sola.

(A titolo d'esempio: la più seguìta televisione israeliana mi ha chiesto un'intervista , dopo aver sentito che avevo preso parte a una manifestazione contro la guerra. Ero abbastanza sorpreso. Ma non per molto - un'ora prima della trasmissione, un contrito conduttore ha chiamato per dire che c'era stato un terribile errore - in realtà volevano invitare il professor Shlomo Avineri, un ex direttore generale del Foreign Office, su cui si può contare per giustificare qualsiasi atto del governo, qualunque esso sia, in forbito linguaggio accademico.

“Inter arma silent Musae” - quando parlano le armi, le muse tacciono. O, piuttosto: quando rombano i cannoni, il cervello smette di funzionare.
E solo un pensiero: quando lo Stato di Israele fu fondato, nel mezzo di una guerra cruedele, un poster tappezzava i muri: “Tutto il paese - un fronte! Tutto il popolo - un esercito!”

Sono passati 58 anni, e lo stesso slogan è valido come lo era allora. Che cosa ci dice, questo, su generazioni di statisti e generali?
 
Tel Aviv, 15 luglio 2006

Postato da: flores a 14:44 | link | commenti |

martedì, 01 agosto 2006

"Hanno votato per il loro governo, dunque...


...è giusto che ne paghino le conseguenze".
Questo mi ha detto ieri sera un'isterica signora israeliana durante un volantinaggio a Roma, al concerto di via dei Fori Imperiali. Che i libanesi stanno pagando le conseguenze di aver votato per un governo ostile ad Israele, e dunque se muoiono, mi dispiace ma pazienza.
Il marito, un ragazzotto che sembrava preso dritto dritto dai telefilm americani, mi ha fatto notare che "sono ben sei anni che ce ne siamo andati dal Libano...". Sembrava dirmi "in fondo gli abbiamo lasciato la loro tregua, ora è giusto che ritorniamo perché nei fatti quella terra è nostra".

La grande Israele. Questa è la minaccia per l'umanità. La grande Israele che si ritiene in diritto di espandersi su tutto il territorio mediorientale perché gli appartiene "per volontà divina". Uno stato senza confini che sta cercando espansione territoriale, altro che far fuori gli Hezbollah. Vuole ampliarsi, vuole mangiare tutti i territori attorno a sé. La grande Israele. Solo gli israeliani stessi a questo punto possono ribellarsi. Gli ebrei del mondo con una coscienza, gli ebrei antisionisti. Non sono pochi, ma non alzano la voce. Non fanno come la signora di ieri. Che fra le altre cose mi ha detto "Loro vogliono distruggerci tutti. Per questo li distruggiamo". Questo è il discorso sionista. Far credere agli ebrei di essere vittime perenni, quindi legittimate a difendersi preventivamente. Ma è un'ipocrisia enorme, è un discorso disumano. Il fanatismo politico e religioso porta a questo. Il sionismo è come il nazismo, non mi stancherò mai di ripeterlo.

E ora arriviamo a noi. Non voglio portare sfiga, ma io ho paura. Perché le ritorsioni nei nostri paesi saranno grandi. Perché Prodi con quella farsa incredibile della conferenza di pace è riuscito a fare peggio di quanto avrebbe fatto Berlusconi e la cosa mi preoccupa molto. Le ritorsioni arriveranno anche qua e saranno nuove bombe in occidente, nuovi morti. E' quello che vogliono gli stessi stati che attaccano il Medio Oriente. Stati Uniti, Israele: stati del terrore. Cercano morte e distruzione nei loro stessi territori. Torturare, terrorizzare le persone, per calpestarle, per dominarle e indurle al silenzio. E' un pianeta fuori controllo che ha perso le coordinate, in cui la logica annichilente sta schiacciando a più non posso ogni necessità e desiderio di pace e di armonia. Il nostro pianeta non ha vita lunga, se va avanti così. Siamo l'unica specie vivente in grado di autodistruggersi. E lo stiamo facendo. Ma possiamo ribellarci e cambiare corso alla storia. Siamo anche l'unica specie che è in grado di scrivere la propria storia, come la vuole, come la sceglie.

Postato da: flores a 09:53 | link | commenti (11) |