
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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Pizzeria Il Montecarlo: lo sa tutta Roma!
Oggi è stata una giornata strana, che sta continuando in modo strano e infatti è strano che io mi ritrovi qui a mezzanotte a casa, sola, sommersa dal cambio di stagione riverso sul mio letto con in corpo alcuna voglia di andare a dormire, nonostante domani sia domenica, vale a dire che si lavorerà quanto qualunque altro giorno della settimana.
Oggi infatti ho sperimentato un concreto sfasamento spazio-temporale. Giravo per Roma, ridente cittadina di tre milioni di abitanti, e mi sembrava di conoscerli tutti. Dalla ragazza col collant che faceva la fila alle casse di Zara al signore in panciotto che dormiva beato sull'81 alla sua ultima corsa, non appena il mio sguardo si posava su qualche estraneo avevo la concreta sensazione di conoscerlo già. E forse sarà perchè a Roma, si sa, una fiction, una comparsata o una presentazione in una libreria non si nega proprio a nessuno. Nemmeno alla ragazza seduta affianco a noi in pizzeria. Quando l'ho vista, ho allargato le braccia e alla mia amica alla quale avevo già comunicato il mio sfasamento spazio-temporale in atto ho detto "Ecco, un'altra persona che conosco!", e lei non priva di compiacimento ha gentilmente balbettato Attrice. E io "Ah ecco...ora ho capito...e che attrice sei?". Un'attrice di una fiction che io mi ero pure sciroppata quest'autunno in televisione.
A Roma lo sfasamento spazio-temporale esiste, dunque. Avete presente i videoclip degli anni '80 quando il divo di turno esce dallo schermo e la fan se lo ritrova in casa (non riesco assolutamente a ricordare che video era, ma sono sicura che non l'ho sognato!)? A Roma è così. Il divo del momento esce dallo schermo e te lo ritrovi accanto in pizzeria, e tu a credere di aver vissuto in chissà quante dimensioni spazio-tempo parallelamente per poter conoscere tutta la città.
(continua)
Una bellezza inaspettata
Ieri sera un mio amico mi ha trascinato a vedere un film che, dall'alto del mio snobismo anti-divistico, credo che non avrei mai scelto se non mi ci avesse portato lui dicendomi chiaramente "Ho bisogno di svago". Ho scoperto una piccola perla di bellezza. Nella storia, nella sua delicatezza, nella sua leggera umanità. Nel suo protagonista, e, perchè no. Anche nel suo comprimario.
Il film è Mio fratello è figlio unico, il protagonista in questione è Elio Germano. Ha soli 26 anni e viene dalla provincia di Campobasso (non so se ci rendiamo conto...), ma è già stato paragonato a Robert De Niro. E per me, ci sta tutto il paragone. Il comprimario in questione è invece quello Scamarcio di cui tutti si riempiono la bocca e che effettivamente ha un che di veramente sexy. Non solo lo sguardo, soprattutto la voce. Ma il fascino di Elio Germano è tutt'altra cosa. Ha più sostanza, è più interessante, insomma, è un artista davvero.
Bravo, Accio. Complimenti.
Di città e pagine....
La discussione sulle città che si è sviluppata nel post precedente è molto interessante, e mi ha fatto venire in mente un'altra cosa. Parliamo delle città che amiamo, e magari aggiungiamoci un pezzo di un libro, o una canzone, o la battuta di un film, che la rappresentano nel modo per noi più profondo, che ne dite?
Aggiornamento sulle nostre città (19 aprile)
Allora, tiriamo fuori le prime sollecitazioni che ci sono arrivate.
New York è decisamente finora la città vincente: la nostra fgfp la ricorda con le parole di Leaving New York, dei Rem:
It's easier to leave than to be left behind
Leaving was never my proud
Leaving New York, never easy
I saw the light fading out
Mentre la nostra anonima commentatrice (benvenuta, se non ci conosciamo già!), pensa alla <<cartolina notturna che ci resta impressa dopo aver visto ''Manhattan'' di Woody Allen e con una splendida Meryl Streep>>
Vienna: è la città di Lise (che però ha scelto la Mary-Luigian!!), dopo l'aforisma di karl Kraus: "Die Straßen Wiens sind mit Kultur gepflastert, die Straßen anderer Städte mit Asphalt". "Le strade di Vienna sono lastricate di cultura, le strade delle altre città di asfalto".
Siviglia e San Pietroburgo: sono le città del cuore di Beghemot, che però ce le deve ancora raccontare in libri, versi o canzoni. Dai Beg, tira fuori le tue sorprese dal cappello! E io? Le città della mia vita - per il momento - sono tre: Roma, Bologna, Valencia. Ma le prime due sono quelle che più mi hanno segnato e mi stanno segnando. Tanto si potrebbe dire, ma le ricordo così:
Bologna: con le pungenti parole di Guccini. "Bologna capace d'amore, capace di morte, Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto, rimorso per quel che m'hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato".
E Roma, così indefinibile, così sfuggente. Così meravigliosa: "Tu sapessi che cosa è Roma!", scriveva Pasolini. «Tutta vizio e sole, croste e luce: un popolo invasato dalla gioia di vivere, dall’esibizionismo e dalla sensualità contagiosi, che riempie le periferie... Sono perduto qui in mezzo.»
Io però, di bello c'è che in mezzo a Roma, non mi perdo. Anzi, perdendomi, mi ritrovo.