
Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

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Traduttrice IT>IT
Sempre più spesso mi capita di assistere a conversazioni - in italiano - nelle quali il grado di fraintendimento fra i due interlocutori è spesso imbarazzante, e dà luogo a liti, alterchi, odi, razzismi e quant'altro. Mi verrebbe voglia, e a volte lo faccio, di mettermi in mezzo e fare da interprete dicendo "Guarda, tu volevi dire questo, lui/lei ha risposto questo perché ha capito questo, magari se vi ascoltaste un po' meglio...."
E allora mi viene da pensare: ma tradurre non sarà forse un fatto, soprattutto, di mettersi d'accordo?
Tutto normale
Indovinate un po' chi doveva beccarsi la bronchite a maggio?
Ma soprattutto, indovinate un po' chi, dopo mille peripezie per farsi assegnare il medico di base nella città di Roma, lo va a trovare tutta fiduciosa e speranzosa di poter finalmente tornare sana e rigogliosa come un tempo; bussa alla porta, chiede permesso e se lo vede lì, ubriaco, con l'assistente pure lei ubriaca, il boccione di vino bianco dei Castelli sulla scrivania e metà del contenuto pure sulla scrivania, sigarette e fumo sparsi nella stanza, camicia aperta e canottiera in vista?
Si potrebbe reagire in tanti modi a una scena come quella: ci si potrebbe scandalizzare, sbattere i tacchi e proferire "Tutto ciò non è ammissibile"; si potrebbe andarsene immediatamente insultandoli, o dando loro dei poveracci; io ho preferito rimanere, osservare quello che avrebbero fatto, come stavano, chi erano. E mi hanno fatto tenerezza, quei due adulti allegri come bambini, persi, con un'umanità genuina nel sorriso, nellla gentilezza, completamente andati all'ebbra dimenticanza del vino. Tenerezza mista a tristezza, a preoccupazione, certo, non tanto per i loro pazienti - dubito che ne abbia qualcuno - ma per la loro vita, per quella di lui, medico di quartiere alcolizzato. E poiché non siamo in un quartiere qualsiasi di una città qualsiasi, ma siamo al Pigneto, Roma, tutto ciò si riveste di poesia, o se preferite, di un certo senso pirandelliano della novella.
La vita, e le persone, non sono mai come ce l'aspettiamo. L'umanità ha troppe sfaccettature, troppe ombre e troppe luci per contenerla nelle regole e nei precetti di chi crede di conoscerla e addirittura di sapere cosa per essa è bene. Normale significa falso. Non esiste normalità, esiste l'umanità. Che non si può normare, e però non si può domare. In questo dilemma eterno risiede, per me, la possibilità del riscatto.
La famiglia è sempre esistita?
Vale la pena chiederselo. Per chi è a Roma, domani alle 18.30 a San Lorenzo - via dei Sabelli 62, Libreria Prospettiva Edizioni - c'è un incontro che parla proprio dell'argomento. E io ci vado.
Feather, aspetto la tua presenza! :D
"Errare è umano...
....bighellonare è parigino", dice Victor Hugo ne "I Miserabili".
Ho bighellonato quattro giorni per Parigi e - fra un Sarkozy e l'altro - è stato proprio un bel girare, attorno alle sue piazze e ai suoi quartieri, ai suoi mille mondi in una città. Una città che trasuda vita, sensuale, ironica, colorata.
E poi, c'è una cosa che ti colpisce molto: i parigini sono gente curiosa! Ti fissano, ti sorridono, ti osservano birbanti. Non si scompongono se leggi dal loro libro mentre sei seduto accanto sulla metro. Perché tanto loro fanno la stessa cosa...Che dire, io fra i curiosi mi sento proprio a casa mia.
PS: Per la Lise: c'erano tantissimi Liseur! Più che le Liseuses, devo dire. E non solo erano carini, ma leggevano pure di cose interessanti (Non capita tutti i giorni di trovare uno che accanto a te è immerso in un libro sulla rivoluzione sociale del '36 in Spagna!). Ho provato a fotografarne qualcuno per regalartelo, ma ho fallito miseramente l'obiettivo. Sarà per il prossimo viaggio!
Dire quello che si pensa....
è terrorismo. Ovvio, no?