Image Hosted by ImageShack.us

Iriade di pensieri

Non nell'indifferenza cerco la mia salvezza. Il brivido di meraviglia è quanto di meglio abbia l'uomo. Anche se il mondo gli fa pagar caro il sentimento, sente in profondo, quando è commosso, l'immensità (Goethe)

Eccomi

Utente: flores
Nome: Fe
iriade - chiocciola - alice.it

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Licenza Creative Commons
Testi e opere originali sotto Licenza Creative Commons. View Federica D'Alessio's profile on LinkedIn

 
martedì, 21 aprile 2009

La differenza più grande

è che una lettera di carta la stringi fra le mani, la bagni di lacrime, la puoi baciare, te la porti al cuore.
Te la nascondi nei luoghi più segreti, l'annusi cercando di ritrovarci l'odore di quella persona, di colei, o colui che te l'ha scritta. Ci sputi sopra, la strappi, la rincolli, la rivolti, ci dormi, te la metti sotto il cuscino. Te la guardi e la riguardi mille volte, ci sospiri accanto, te la porti in giro.
Immaginatevi uno che lo fa con un Pc.
Cristo, al computer è sempre lo stesso gesto, per ogni senso e per ogni sensazione.
C'è qualcosa che proprio non va, no.
Ritrovi un'amica cara, ti scrive, ti scoppia il cuore dalla felicità, e tu che fai? Non puoi mica abbracciare il monitor.
Rivoglio le emozioni di carta.

Postato da: flores a 01:21 | link | commenti (1) |

sabato, 11 aprile 2009

Pazzo il mondo

Se devo vivere sarà di crepacuore


(Pacifico - P. Magoni - F. Spinetti)

Postato da: flores a 20:51 | link | commenti |

mercoledì, 08 aprile 2009

No

Non basta un WWW qualunque, a farle ritornare.

 

Postato da: flores a 12:46 | link | commenti |

lunedì, 06 aprile 2009

Domande...di sabbia

Si può reagire in tanti modi a una tragedia come questa: si piange, ci si addolora, tante persone pregano, altre ammutoliscono, ringraziano la sorte per essere sopravvissuti. Guardano con angoscia le macerie, i cadaveri, pensano a chi c'era e ora non c'è più, si chiedono come essere d'aiuto.
C'è tutto questo, confusamente, in ognuno di noi. Adesso. E c'è tanta rabbia. Non potevamo farci niente? No, non è vero. "I terremoti non si possono prevedere", i leader istituzionali si sono sgolati a ripeterlo. Certo: non si può prevedere il momento preciso in cui un terremoto avverrà. La terra non ti avvisa con un SMS.
Ma erano sette mesi che a L'Aquila e dintorni la terra tremava, in continuazione. Cosa vuol dire questo? A me sorgono un mare di domande, un mare di inquietudini. Non si sarebbe potuto allestire un ospedale da campo preventivo? Perché in guerra ci vogliono 5 minuti, per montarne uno, e a L'Aquila c'hanno messo sei ore? Non si sarebbe potuto consultare qualche esperto in più, per capire se c'era pericolo effettivo, invece di denunciare l'unico che aveva dato un allarme preventivo per "procurato allarme"? Un procurato allarme è necessariamente una cosa negativa? Negativa per chi????? Perché l'acqua non arriva, e perché - mi ripeto - in una tendopoli militare non manca mai? Perché i palazzi più nuovi sono stati i primi a crollare? Come è possibile che un ospedale, la struttura cui si dovrebbe ricorrere in momenti come questi, sia il primo edificio che crolla e che deve essere evacuato?
E la gente...la gente...la nostra gente, quella che ha fatto sì che i morti, probabilmente, non fossero migliaia, perché si è tirata su con le sue stesse mani. Il vicino che ha salvato il vicino, gli amici che hanno protetto gli amici, le madri che hanno fatto scudo ai bimbi....la gente, perché non ha preteso di essere protetta da questi lorsignori sprezzanti della vita? Perché non ha preteso sistemi di prevenzione? Perché non si è autodifesa, la gente? Per fatalismo, abitudine, ignoranza, per presunzione...domande, domande. Domande. Inquietudini.

Postato da: flores a 17:43 | link | commenti (4) |